Cronaca di un giorno di ordinaria follia all'Inps di Napoli

Cronaca di un giorno di ordinaria follia all'Inps di Napoli

Testo dell'intervento dell'Avv. Pier Paolo Zanbardino sul "Mattino" del 30 luglio 2011

Esiste un gruppo di avvocati collaborazionisti con l'Ente che, nel corso degli anni, ha preferito tutelare più gli interessi dei loro clienti che del loro portafoglio: questi professionisti, specializzati nell'ottenimento di pensioni d'invalidità civile ed accompagnamenti, hanno non solo vinto le cause, ma si sono recati all'INPS per definirle, ottenere il libretto di pensione, evitare pignoramenti, mediare insomma tra utente e pubblica amministrazione. Questo gruppo si sta purtroppo erodendo per decisione esplicita dell'INPS che prima ha teso la mano ed ora la ritrae. Come? State a sentire:

1) Mercoledì 27 luglio  ore 8.10. I cancelli di via Ferraris sono ancora chiusi ma si è già formato un capannello di circa duecento persone tra le quali annotiamo gli avvocati che attendono di far pagare le invalidità nell'unico giorno deputato per il loro ricevimento.  Una guardia giurata fa capolino da un cancello semiaperto ed invita cittadini e legali a stilare, su di un pezzo di carta (sic!) una lista di prenotazione promiscua.

2) ore 8.35. La guardia in questione, a mò di appello scolastico, consente l'entrata in fila indiana del pubblico attraverso il cancello semiaperto secondo l'ordine di prenotazione ma, arrivato a quota 100 circa, s'interrompe e svanisce generando l'entrata in frotte delle persone rimaste fuori. La calca trascina e trasporta come un fiume in piena per poi confluire in una...seconda fila.

3) ore 8.45. Si è formata dunque una seconda fila nella hall dell'istituto che si dipana come una inquieta anaconda in attesa di ricevere il ticket di prenotazione allo sportello da parte del personale autorizzato. E il foglio che era stata prestilato fuori? No quello non vale perchè "trattasi di iniziativa della guardia giurata" non autorizzata dall'INPS.

4) ore 9.05. arriva il nostro turno allo sportello prenotazioni. Il ticket reca il numero 23 ('o scemo non a caso) e mi invita a selezionarmi presso un altro sportello per ....un'altra fila destinata, questa sì, solo agli avvocati!

5) ore 9.25 alcune persone mi avvicinano per consulenze estemporanee: cerco di dare consigli generici e le invito a ricontattarmi, se del caso, per approfondire le questioni. I signori abbozzano un sorriso e si dirigono verso un collega più disponibile a divulgare gratuitamente e con autocompiacimento la propria conoscenza.

6) ore 9.45. un bambino distrattamente rovina sulla mia borsa; nell'atto di rialzarsi verifico che su di essa si è formato un alone provocato dal gelato del pargoletto. Provo a protestare ma lo sguardo minaccioso del genitore mi fa desistere.

7) ore 10.05. una signora si sente male probabilmente disorientata dal caldo e dagli odori biologici provenienti da chi attende e viene soccorsa dai presenti in una sorta di rappresentazione teatrale napoletana.

8) ore 11.15. è di nuovo e finalmente il nostro turno presso l'operatore INPS che ci svelerà se e quando i nostri clienti verranno pagati.

9) ore 11.45. Il tempo si è prolungato perchè il terminale si era nel frattempo bloccato e comunque, dopo aver condiviso le sorti dei miei colleghi e del pubblico che, con dignità mista a rassegnazione, è rimasto paziente ad attendere il proprio turno, chiedo di consultare un altro impiegato che si trova ai piani superiori. La risposta è no secondo ordini tassativi del direttore che impedirebbe l'accesso degli avvocati ed il contatto diretto con chi è preposto alle liquidazioni. Ma se mi impedite di "collaborare" cosa mi resta da fare? Semplice: lo stato, cioè la collettività, mi arricchirà perchè mi sarà consentito di caricare tante spese sul mio onorario che mi verranno tutte pagate al mio studio ma il cliente dovrà aspettare (almeno) un altro anno oltre ai due/tre che sono già trascorsi per vincere la causa e non avrà mai il libretto di pensione con il quale percepire mensilmente la prestazione. Ah dimenticavo!

10) ore 16:00 mi reco allo studio e chiedo di essere pagato per una causa vinta ma il cliente risponde stizzito:" Scusate avvoca', ma vuje c'avite fatto?"

P.P.Z.