Il Nuovo Processo Previdenziale e assistenziale - A.M. Luna, M. Forziati - Giurisprudenza di Merito n. 7-8 2012

Il Nuovo Processo Previdenziale e assistenziale - A.M. Luna, M. Forziati - Giurisprudenza di Merito n. 7-8 2012

Gli autori, Antonio Maria Luna e Michele Forziati, magistrati del Tribunale di Roma, si propongono di offrire una «prima lettura» delle questioni applicative di maggiore interesse sollevate dal nuovo processo previdenziale e assistenziale, anche alla luce di quanto emerso nel corso delle riunioni tenutesi all’interno delle sezioni lavoro del Tribunale di Roma.

Dalla rivista "Giurisprudenza di Merito", n. 7-8 2012

IL NUOVO PROCESSO PREVIDENZIALE E ASSISTENZIALE (*)

(*) Il presente scritto si propone di offrire una «prima lettura» delle questioni applicative di maggiore interesse sollevate dalla normativa in esame, anche alla luce di quanto emerso nel corso delle recenti riunioni tenutesi all’interno delle sezioni lavoro del Tribunale di Roma. Al prezioso contributo di idee offerto dai molti colleghi che vi hanno partecipato va, dunque, il doveroso e sentito ringraziamento degli Autori.

Il contenzioso in materia di previdenza e assistenza, sebbene diffuso in maniera non omogenea nelle varie realtà giudiziarie del Paese, ha un impatto di indubbio rilievo (quanto meno dal punto di vista quantitativo) sull’efficienza complessiva del “sistema giustizia”. In tale contesto, il procedimento introdotto dal c.d. decreto di “stabilizzazione finanziaria”, imperniandosi essenzialmente sulla solo eventualità del giudizio contenzioso di primo grado e sulla non appellabilità della sentenza emessa a conclusione dello stesso, costituisce oggi un significativo passo avanti in senso deflattivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • 1. In questi termini si veda Trib. Roma, ord. 19 aprile 2012 (est. Di Stefano), il quale ha correttamente evidenziato che «nel caso di specie non sussista quell’interesse concreto e attuale all’accertamento tecnico preventivo, che può consistere soltanto nella possibilità di ottenere (ai sensi del quinto comma dell’art. 445-bis c.p.c.), entro 120 giorni dalla notifica all’ente competente dell’eventuale decreto di omologa, il pagamento di una delle prestazioni (come si è detto, di assistenza obbligatoria e di previdenza obbligatoria di cui alla l. n. 222 del 1984) per le quali il procedimento ex art. 445-bis è espressamente previsto».
  • 2. Sull’argomento si rimanda a CAPURSO-MADONIA,
    L’accertamento tecnico preventivo nel processo previdenziale
    (in www.lavoroprevidenza.com – febbraio 2012), 4, in cui gli A. propongono una applicazione estensiva del nuovo procedimento all’ipotesi di assegno mensile per l’assistenza personale e continuativa ai pensionati per inabilità di cui all’art. 5 l. n. 222 del 1984, «trattandosi di prestazione che presuppone la inabilità totale, la cui disciplina è pur sempre offerta dalla legge appena citata, espressamente richiamata dall’art. 445-bis». Gli stessi, inoltre, evidenziano che, facendo la norma in esame riferimento all’art. 10 comma 6-bis l. 2 dicembre 2005, n. 248 (ovverosia ai procedimenti in cui sia parte necessaria l’Inps), «se ne dovrebbe escludere l’applicazione... in tutti i casi in cui la soglia invalidante sia fissata dall’ordinamento ai fini del riconoscimento di altre utilità ad opera di altri soggetti, quali ad esempio l’esenzione dal ticket disposta dalle aziende sanitarie provinciali, ovvero l’iscrizione negli elenchi del collocamento obbligatorio, di competenza delle Regioni».
  • 3. Concordano con tale conclusione CAPURSO-MADONIA, op. cit., 7.
  • 4. V. per tutte Cass. 28 novembre 2003, n. 18265.
  • 5. V. Cass., sez. lav., 27 dicembre 2010, n. 26146.
  • 6. Si veda, da ultimo, Cass., sez. lav., 31 gennaio 2011, n. 2148.
  • 7. Cass., sez. lav., 8 aprile 2008, n. 9134.
  • 8. Circ. 30 dicembre 2011, n. 168 cit.
  • 9. Circ. 30 dicembre 2011, n. 168, cit.
  • 10. Sostenuta, tra l’altro, da CAPURSO-MADONIA, op. cit., 19.
  • 11. Giungono alle medesime conclusioni anche CAPURSO-MADONIA, op. cit., 23-27, seppure all’esito di un processo argomentativo in parte diverso a quello sopra proposto. Gli A., in particolare, ritengono che, in applicazione del principio della necessaria corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato, si debba pervenire a conclusioni diverse a seconda del soggetto che ha introdotto il giudizio di merito (ovverosia l’invalido/assicurato o l’Istituto).
  • 12. Cfr. Cass., sez. II, 17 maggio 1997, n. 4399.
  • 13. In questi termini, testualmente, si è espressa Cass., sez. un., 1 ottobre 2003, n. 14670.
  • 14. Alla medesima soluzione pervengono CAPURSO-MADONIA, op. cit., 8.
  • 15. In argomento si veda, per tutte, Cass., sez. lav., 19 luglio 2004, n. 13394.
  • 16. C. cost., sent. n. 326 del 1997 e, in senso analogo, ord. n. 193 del 1998.
  • 17. Sull’argomento si veda, per tutte, Cass. n. 5794 del 1999.